I coniugi Bertinotti sono stati sbeffeggiati in tivù (nella trasmissione di fighetti di potere condotta dal signor Signorini) per avere fatto una crociera alle Antille piuttosto che «frequentare le bocciofile». Della serie «D’ Alema a Sankt Moritz», gauche-caviar, sinistra incoerente eccetera. La crociera alle Antille costava 1250 euro, su una motonave gremita di impiegate e pensionati. Ma non è questo il punto. Il punto è che una casta di ricchi cortigiani di destra, che vanno in vacanza in elicottero e fanno le abluzioni con lo champagne, rompe le balle in forma continuativa a persone che conducono una vita di medio benessere (una volta si sarebbe detto: da media borghesia). È veramente il mondo alla rovescia., con gli amici dell’ uomo più ricco del Paese che accusano di lusso e di scialo il medio profilo dei borghesi di sinistra, additandoli allo sghignazzo e all’ ostilità popolare. Una forma di classismo alla rovescia, che attecchisce (purtroppo) negli spiriti semplici, indulgenti e anzi compiaciuti di fronte allo sfarzo immobiliare del sovrano, alle escort consegnate a domicilio come la pizza, alle cataste di miliardi, ma infurentiti dal fatto che qualcuno, di tasca sua, possa permettersi la libertà di campare e di viaggiare come meglio crede. Se ai Bertinotti la vacanza l’ avesse pagata Berlusconi, il pubblico di Signorini approverebbe senz’ altro.
Il Quirinale, dunque. La massima autorità del Paese e dello Stato. L’autorità in quanto tale, cioè in quanto autorità, per i giovani rivoltosi di allora valeva zero. Tutto doveva essere ribaltato perché a essere sbagliato era l’esistente, e il giusto doveva essere inventato daccapo. Qui, invece, un vecchio presidente diventa degno di essere ascoltato, e di ascoltare. Non ha potere esecutivo, non può fare leggi né cambiare la Repubblica, è una sponda politica di nessuna immediata utilità. Ma della Repubblica è il simbolo e della Costituzione il garante. Questo fa pensare chei manifestanti di oggi, o almeno la loro massima parte, nella Repubblica si riconoscano. Loro molto di più dei governanti sediziosi che invocano "arresti preventivi" e altre sconcezze antidemocratiche. È molto, molto più complicato, oggi, capire chi è davvero contro i poteri repubblicani: se il corteo che sfila sotto i palazzi oppure chi dai palazzi osserva con ostilità. Sono davvero passati quarant’anni.

L’intervista di Repubblica tivù a Giulia Kyenge, figlia diciassettenne del ministro Cécile, è la risposta più festosa e più vitale che il razzismo possa ricevere. (L’unico rischio è che l’intelligenza e la fresca bellezza di Giulia possano aumentare quel complesso di inferiorità, esplicito o inconscio, che è la vera molla del razzismo). Giulia è sicura […]
Si dice, da anni, che la sinistra italiana non è più in grado di captare gli umori del paese. Ora sappiamo che non è più in grado di captare neanche gli umori della sua gente: quella che alla sinistra vuole bene, che dentro la sinistra vive, che nella sinistra ancora spera. Eventuali primarie tra Marini […]
Approfitto della confusione generale, e della rassicurante irrilevanza della mia opinione, per fare i miei nomi per il Quirinale. Barbara Spinelli o Emma Bonino, donne di grande intelligenza e totale indipendenza politica (a Bonino si perdonerà facilmente, nel nome del superiore interesse del Paese, l’ostinata fedeltà a Marco Pannella e alle sue stramberie; a Spinelli […]
Dire che la situazione politica è oscura è dire poco. Anche i più esperti meccanici istituzionali stanno consultando il libretto di istruzioni nella speranza di ridare regolarità a un motore che fa rumori stranissimi, e sempre più fiochi. Se la curiosa trovata dei “dieci saggi” è stata accolta solo da un borbottio poco convinto e […]