L’ESPRESSO del 29 settembre 2011 

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Salerno-Reggio, neutrini in codadi
 
Dopo aver scoperto che non esiste il tunnel tra la Svizzera e il Gran Sasso, la Gelmini si è detta ancora più orgogliosa: "Vuol dire che le particelle hanno ottenuto il loro fantastico record percorrendo impervie salite e pericolose discese" 
 
La scoperta italiana sulla velocità dei neutrini sta facendo discutere animatamente la comunità scientifica mondiale.
 
Verifiche. Saranno necessarie accurate verifiche, perché a causa dei ripetuti tagli governativi i ricercatori italiani hanno dovuto calcolare a mano la velocità dei neutrini, utilizzando dieci bloc-notes a quadretti, otto lapis e un temperamatite. "Abbiamo dovuto portarci da casa tutto l’occorrente, compresi i neutrini", recita un duro comunicato degli scienziati dell’Istituto nazionale per la fisica nucleare. Nella relazione finale si sottolinea il doppio risultato dell’esperimento: "Stabilire che la velocità dei neutrini è nettamente superiore a quella della luce, e che la nostra busta paga è nettamente inferiore a quella di un elettricista". Precedenti tentativi erano falliti perché la gigantesca fionda messa a disposizione da uno sponsor privato (il Cirque du Soleil) per lanciare i neutrini non poteva essere azionata da scienziati ormai indeboliti dagli stenti.
 
I retroscena. Emergono anche altri retroscena dello storico esperimento. Pare che l’obiettivo originario dei ricercatori del Gran Sasso fosse un altro: volevano verificare se, aggregati in enormi quantità, i neutrini fossero commestibili, per potersi finalmente sfamare. Secondo voci incontrollate un giovane stagista, introducendosi di nascosto nell’acceleratore di particelle, avrebbe tentato di trasformarlo in un enorme tostapane. La temperatura altissima e le urla degli altri ricercatori, eccitati dall’odore di carne arrostita, avrebbero spaventato i neutrini spingendoli alla fuga e permettendo loro di raggiungere la spettacolare velocità rilevata. Forte del suo successo, il Cern intende chiedere al governo italiano di poter estendere gli esperimenti dai neutrini ai tacchini, purché forniti dal ministero. La comunità scientifica internazionale dubita che i tacchini, pure se fortemente motivati, possano raggiungere la stessa velocità, ma conoscendo la situazione economica della ricerca italiana si è detta disposta a chiudere un occhio.
 
I dubbi. Pare che un esperimento identico, ma su un tracciato diverso, abbia dato risultati molto difformi da quelli del Cern. Sulla Salerno-Reggio Calabria i neutrini sarebbero rimasti incolonnati per ore, procedendo a una velocità media di poco inferiore a quella di una mucca. Anche i cinesi vantano il successo dei loro ricercatori, ma pare che la loro relazione presenti non poche zone d’ombra: sembra copiata parola per parola da quella italiana e parla di un esperimento effettuato in una località poco nota della Cina, detta Glan Sasso. La Confcommercio italiana denuncia, comunque, la qualità modesta e il prezzo bassissimo, due centesimi al quintale, dei neutrini cinesi. Punti sul vivo, anche i francesi vantano i risultati della loro ricerca. "Oltre il neutrino, oltre la particella più infinitesimale", dice il ministro della Ricerca scientifica, Guy de Bouillon, "noi sappiamo che esistono frontiere ancora inesplorate". Pare che gli scienziati stiano lavorando sulle esalazioni del camembert come possibile innesco della fissione nucleare.
 
Il ministro. In una visita al Gran Sasso, il ministro Gelmini ha chiesto di poter conoscere i neutrini protagonisti dell’esperimento, per scusarsi direttamente con loro della sua recente gaffe: credeva che Ginevra e il Gran Sasso fossero collegate da un tunnel. "Ho così involontariamente sottovalutato la fatica dei nostri neutrini", ha dichiarato il ministro, "che hanno ottenuto il loro fantastico record percorrendo anche salite impervie e discese pericolose". Il ministro ha proposto di superare le passate incomprensioni con il sorriso e di organizzare un nuovo passaggio dei neutrini, con il patrocinio del governo, sullo stesso tratto già percorso con successo, tra due ali di folla in festa e uno striscione tricolore all’arrivo. 

 


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